La Carta dei servizi e i (dis)servizi della Caremar
22 Luglio 2008La Carta dei servizi è un documento che ogni Ufficio della Pubblica Amministrazione è tenuto a fornire ai propri utenti. Essa è lo strumento fondamentale con il quale si attua il principio di trasparenza, attraverso l’esplicita dichiarazione dei diritti e dei doveri sia del personale delle Amministrazioni pubbliche, sia degli utenti. Si ispira agli articoli 3, 30, 33, 34 della Costituzione Italiana, che sanciscono e tutelano il rispetto dei principi di uguaglianza, imparzialità, tutela della dignità della persona, e che vietano ogni forma di discriminazione impegnando tutti gli operatori e l’Amministrazione pubblica nel rispetto di tali principi.
Anche la società Caremar ha una sua Carta dei servizi che recita nella premessa:
“La Carta dei servizi è vincolante per la Caremar nei confronti dei Clienti e costituirà il punto di riferimento nei rapporti con gli stessi. Gli itinerari e le frequenze assicurate dalla Caremar sono idonee ad agevolare lo spostamento dei cittadini dalle isole e verso le isole e rispecchiano le esigenze di mobilità delle popolazioni isolane (…)”
Principi fondamentali:
La Caremar s’impegna ad erogare pubblico servizio di trasporto ispirandosi ai principi d’uguaglianza dei diritti dei Clienti evitando qualsiasi discriminazione. S’impegna altresì a garantire:
1. parità di trattamento tra le diverse categorie e fasce d’utenti
accessibilità ai servizi senza distinzione alcuna tra utenti e fasce d’utenti”
MI FERMO QUA. chi vuole prendere visione di tutta la Carta, posso fornire la fotocopia.
Oggi, 22 luglio 2008, è saltata una corsa fondamentale qual’è quella delle 6,50, per avaria (già dal giorno prima) del catamarano Achernar. Il responsabile del settore della società si è guardato bene dal predisporre la sostituzione del natante con l’Isola di San Pietro ormeggiato a Procida e in partenza alle 6,40. Un po’ di ritardo non avrebbe arrecato grandi problemi una volta tanto, mentre così molti lavoratori pendolari, residenti e turisti sono rimasti ad Ischia. Eppure quando si guasta l’aliscafo di Procida, il nostro - anche senza preavviso - fa scalo nell’isola per servire giustamente i pendolari procidani e senza alcuna protesta da parte nostra per il ritardo.
Si ravvisa una diversa disparità di trattamento di utenti che stride con quanto sancito dalla Carta dei Servizi e forse anche una consequenziale e palese interruzione di pubblico servizio, anche se nei Principi fondamentali si fa riferimento ad una soppressione di corse per causa di forza maggiore per la quale la Società declina ogni responsabilità. Ma come la mettiamo allora con il diverso trattamento?
Maria Luisa





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